DICONO DI NOI


 

Padre Anthony ELENJIMITTAM

(monaco buddhista) È nato nel 1918 a Muthedam, nello stato del Kèrala, India meridionale.

Grande amico del Mahatma Gandhi, ricevette da questi la consegna di combattere per la mutua comprensione di tutte le religioni e per il bene del popolo indiano. In adempimento a questo mandato egli viaggia frequentemente in occidente tenendo conferenze sulle culture religiose dei due emisferi. In India, dopo l'impegno nel giornalismo e nella vita politica, si è dedicato all'assistenza dei giovani.

Ha fondato in Bombay la " St. Catherine of Siena School" che raccoglie i bambini abbandonati; la " Welfare Society for Destituite Children" e la "Aquinas Industrial School".

Da profondo conoscitore delle correnti spirituali dell'Asia ha scritto molti libri, tra cui, tradotti in italiano, un ampio commento degli Yoga Sutra di Patangiali e uno sulle Upanisad.

Fu grande amico di papa Giovanni XXIII che voleva imporgli la mitra arcivescovile. Egli rifiutò per poter continuare liberamente la missione che Gandhi gli aveva suggerito.

Padre Anthony afferma, testualmente

L'Opera S.T.o.E. di Nello Mangiameli (...)

(…) sarà il riferimento scientifico di questa verità eterna,

della filosofia perenne dell'oriente e dell'occidente;

sarà il ponte incrollabile tra la tecnologia scientifica europea e la psicologia metafisica asiatica, sarà l'osmosi che cementerà il genere umano del terzo millennio.


Professor Mario Bruschi (fisico teorico)

Fisico teorico presso l'Università "La Sapienza" di Roma, si occupa professionalmente di Dinamica Nonlineare. E' autore di numerose pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali. Si interessa anche di informazione e divulgazione scientifica; è curatore della rubrica "Scienza" sul sito web DS online (http://scienza.dol.it). Tra gli altri interessi: ricerca con metodologia scientifica nel campo del cosiddetto "paranormale", correlazioni ed analogie tra scienza moderna ed antiche tradizioni "sapienziali", investigazione dei sogni. Tra gli hobbies: pittura, tiro con l'arco, poesia e teatro. E' autore anche di una raccolta di liriche (... e lo stesso cadere è menzogna) e coautore del libro "LE TRE ANIME - chi siamo... da dove veniamo... dove andiamo" (Armando Editore)

Mario Bruschi afferma, testualmente:

Forse non è lontano il tempo in cui un futuro Nello Mangiameli ricercatore interiore, potrà scrivere in modo pertinente una prefazione per un libro scientifico di un futuro Mario Bruschi, fisico

Estrapolato dalla prefazione del libro

Y

L’ARTE MARZIALE INTERIORE

-         Nello Mangiameli

-         Edizioni Mediterranee

RECENSIONE A THE POIESIS (Rockit)


Siamo infatti davanti a un lavoro, come dicevamo prima, ricchissimo sia a livello testuale sia a livello di arrangiamenti, con la voce roca e grattata di Ferrara che ci porta per mano in un viaggio, mistico e poetico... Chiaro ed evidente come il sole il fatto che siamo di fronte ad un cantante autopoietico che non ha timore di suonare anche ostico in certe occasioni ma che persegue il suo discorso, di sperimentalismo lessico-musicale, con grandissima coerenza e coraggio...

Dott.ssa Margherita Dini Ciacci (Unicef)

(Presidente del comitato Unicef per la Campania)

scrive nella post-fazione al libro ∑igma-Art di Alessando Ferrara

Il diario di viaggio di Alessandro Ferrara va letto con attenzione e più volte.

Va letto con rispetto poiché traccia un percorso d’anima che lo porta a superare i propri limiti mentali per allargare le coscienze degli altri. Intenso e coinvolgente il dialogo d’amore con i bambini ospedalizzati, abbandonati e fissi nel dolore (li ho seguiti per 38 anni), che si aprono al gioco umoristico. Vero il giudizio sulle nuove generazioni alla ricerca di una vita diversa. Un lavoro serio, scritto in punta di cuore, in cui il ricercatore si mette in gioco con gli altri per provocare il cambiamento.

 

Napoli, 6 settembre 2012



Carmela Ioimea The Poiesis  

(recensione sulla pagina Fb The Poiesis)

Amo tantissimo Battiato e mai mi sarei aspettata di poter ascoltare qualcun’altro che potesse eguagliare la potente maniera in cui mi arriva al cuore…ed invece con mia immensa gratitudine ascoltando i brani di Alessandro Ferrara ho avvertito vibrazioni e sensazioni che vanno anche al di là di ciò che fin’ora ho ascoltato…musiche e testi inesplorati da nessun’altro artista e questo perché si sente pienamente ed in maniera preponderante che questo progetto è inscindibile dall’esperienza diretta dell’artista,dalla sua esperienza spirituale,artistica e di evoluzione interiore.
The Poiesis è un’opera di ricerca non solo tecnica legata al campo musicale ma di ricerca animica che va oltre il piano illusorio delle cose così come generalmente le intendiamo,è l’espressione di più alti stati di coscienza che trova la maniera libera,fluida,naturalmente giusta di arrivare a noi attraverso il canto autopoietico…

Credo che questi brani siano un dono prezioso che Alessandro fa ad ognuno di noi,ad ogni anima che ne riesca a carpire l’essenza.
Grazie…



RECENSIONE DEL CRITICO LETTERARIO GASPARE AGNELLO

E’ arrivato sulla nostra scrivania uno strano libro di A. F. “SIGMAART” edito dalla casa editrice ‘La caravella’. Libro strano perché non è un romanzo, né un libro di racconti o di poesie, ma un trattato su una nuova scienza o su una nuova religione. Alessandro, sotto la guida di Nello Mangiameli, si dedica agli emarginati, ai diversamenti abili, ai bambini ammalati, ai carcerati, agli extra comunitari che vivono nei centri di accoglienza e lo fa con l’arte.

L’arte di Nello Mangiameli e di A. F., è la Sigma-A. che vuole essere una forma di arte- conoscenza che si basa su l’AUTOPOIETICA che indica ‘la facoltà creativa, di creazione continua, presente nell’'io- psiche, che può manifestarsi in ogni azione’.

In termini più semplici i due inventori di questa scienza diventano attori, giullari, giocolieri e, attraverso la gelontologia, o meglio l’autoironia, cercano di far vivere ai loro spettatori-Diversi- momenti di gioia e di condivisione.

Quindi attraverso un gioco libero, spontaneo i due artisti riescono a esibirsi anche in reparti di oncologia pediatrica, riuscendo a strappare un sorriso a bambini che non avrebbero tanta voglia di divertirsi.

La terminologia usata in questa scienza e, quindi, dal nostro autore può anche disorientare, però a un’attenta lettura del libro ci si accorge che ci troviamo dinanzi a un progetto nobile e di grande impegno artistico e culturale.

La pratica auto poietica impone una profonda dedizione perché l’attore non deve recitare una parte assegnataglia, ma deve entrare interamente nel mondo dello spettatore, per coinvolgerlo totalmente e farlo diventare attore protagonista dello spettacolo.

E’ l’arte del giullare, del pagliaccio del circo, l’arte della musica e del suono che ammalia i serpenti e risveglia i morti.

E la tecnica della gelontologia ovvero del riso assume importanza primaria. Insomma l’attore, attraverso l’arte, il suo spogliarsi e l’entrare nel mondo di persone particolarmente svantaggiate, svolge una grande azione sociale di riabilitazione, di educazione, di terapia del dolore e della sofferenza.

E’ difficile spiegare le tecniche illustrate da A. F. e spiegare il senso della Sigma-A.: per capire il libro bisogna leggerlo interamente ed essere predisposti al bene, al donarsi, alla SPERANZA di cui parla Papa Francesco.

Si leggono romanzi, storie, ma è bello, ogni tanto, entrare in mondi diversi che sembra non ci appartengano ma che invece fanno parte di questo mondo molto spesso malato e che ha bisogno di sorridere e di sperare.

FONTE:

http://www.gaspareagnello.it/2013/03/sigmaart-di-a...


RECENSIONE DEL DIRETTORE EDITORIALE VINCENZO PERFETTO

“S. A.” di A. F. è un diario, ma chiamarlo solo così è estremamente riduttivo. In realtà è un vero e proprio percorso interiore ed esteriore di una persona, l'autore, che ricerca nell'ambito della Sigmasofia (una corrente di pensiero olistico e autopoietico), in particolar modo nell'ambito dell'arte, l'equilibrio in tutte le sue forme.

Alessandro, in quello che chiamerò “diario di viaggio” cioè “Sigma-Art” mette a nudo le sue paure, resistenze e sofferenze; lo fa con una tale semplicità e tranquillità di espressione, che è impossibile non notare l'incredibile lavoro “autopoietico” fatto su se stesso, frutto indubbio del percorso di vita di studio e di sperimentazione della Sigma-Art.

All'interno del lavoro di A.F. sono riportate storie ed esperienze di vita e di “morte” dell'autore, esperienze che hanno accresciuto le sue conoscenze. Fallimenti e vittorie sono raccontate con incredibile tranquillità tanto da indicare al lettore che hanno suscitato lo stesso stato d'animo dell'autore.

Chi si appresta alla lettura di “S. A.”, dopo una abbondante ma necessaria prefazione di Nello Mangiameli, fondatore della “Sigmasofia Io-somato-autopoietica”, si è travolti in una miriade di esperienze anche traumatiche che, tuttavia, rendono il lettore tranquillo, tendendo a rilassarlo. Questo stato d'animo è forse innescato dal racconto dell'opera umanitaria svolta all'interno degli ospedali dai Giullari Autopoietici che, entrati in contatto con casi importanti, superando i loro timori e paure interiori, hanno riportato qualche sorriso ai bambini ricoverati.

La post-fazione di della Dott.ssa Dini Ciacci, presidente del Comitato UNICEF Campania dice che è un diario “che va letto due volte” per intendere la vera essenza del “diario di viaggio di A. F.; ha ragione, alcuni passaggi ed alcuni racconti vanno riletti per scoprire ad ogni lettura sfaccettature diverse.

E' sicuramente un libro da avere nella biblioteca personale.

Vincenzo Perfetto (Direttore Editoriale del magazine carta & web Punto)

Fonte:

www.puntomagazine.it 


RECENSIONE DI LINA LA PERNA

(Educatrice e Responsabile dell' ASSOCIAZIONE OHANA )

Tra le mani, S. A., una copertina che strappa un sorriso di commozione e già ti fa amare questo libro. Un bambino che punta un siringone giocattolo verso un giullare, un gesto giocoso che esorcizza il suo vissuto quotidiano in ospedale, dove scompare l’identità del singolo e si diventa numeri legati a terapie. Punta il siringone verso un giullare autopoietico, A. F., che restituisce attraverso il gioco umoristico quel senso di umanità e di rispetto alla persona spesso congelate nei reparti ospedalieri pediatrici.

Sfogliamo il libro, con la curiosità di capire, di conoscere, di leggere l’anima dei protagonisti e ci sentiamo travolti nel diario di viaggio di uno straordinario artista che fa dell’arte una missione sociale.

Sigma art racconta con umiltà la difficile maturazione interiore dell’autore, nel suo percorso di studio nelle terre della Sigmasofia, fermento filosofico di coscienza creativa, e attraverso le strade del mondo, pieno di luce, di turbamenti e contraddizioni di chi ha il coraggio di cercarsi, osservarsi, osare e donarsi. E’ anche la storia di un giovane maestro che non smette mai di essere allievo davanti alla signora Vita con occhi grandi e curiosi.

L’arte che è vocazione, passione, missione, con lo studio e la sperimentazione della S. A., moderna forma di autocoscienza, viene utilizzata come strumento educativo. Strumento che non riduce l’azione ad una mera tecnica, ma che va a crearsi ogni volta nutrendosi di vita, di emozioni, di vissuti, immergendosi completamente nelle atmosfere e riflettendo l’essenza di sé, donandola al prossimo. Suggestive le pagine delle esperienze con i bambini in ospedale, i racconti degli scugnizzi e dei diversamente abili con i quali l’autore cresce e impara, seminando nei loro cuori i fiori dell’autorealizzazione.

A. F., riesce nel raccontare la sua esperienza a far maturare nel lettore una promessa troppo luminosa per sprecarla. Promessa che va accolta e rilanciata, che riguarda il diritto all’educazione e la partecipazione attiva dell’educante che, spinto da una vocazione interiore, da una predisposizione naturale al donarsi, a credere nel potere del cambiamento, ricercando sempre causa effetto delle proprie azioni, tenga per mano i bambini, i ragazzi, gli adulti e li accompagni con empatia, lavorando su se stessi con passione, con ricerca, con studio ma soprattutto con l’anima. La sua anima è quella di un giullare, ma autopoietico, e con questo libro scopriamo che ciò fa la differenza.