ONDA-MARE  

Alessandro FERRARA, cantante, kalimba
Adriano Maria POLEDRO, SFX, foley
Nello MANGIAMELI, autore



Nel tutto è legato
l’Universi-parte è località
inconscio autopoietico e autocoscienza
soggetto-oggetto
dentro-fuori
come un’onda che si muove nel mare
ondamare, ondamare
simultaneamente ondamare
Universi-parte trasmutatore di massa in coscienza
Universi-parte trans-mutatore di coscienza in massa
consapevole autopoiesi continua
missione di sola osservabilità
che tale assunto collassa
Ondamare ondamare
simultaneamente ondamare
comprensibili come un vortice
dal sonno senza sogno
i principi attivi archetipici autopoietici
irradiano dalla radice della coscienza
l’Universi-parte
è il non localistico
multiforme
e simultaneo
solenoidar
della coscienza autopoietica
Ondamare ondamare
simultaneamente ondamare


 

TRAILER ONDA-MARE (live)

DECODIFICA

Vortice, dal latino vortex, significa girare, volgere.
Nell’accezione Sigmasofica, in generale, è la configurazione del moto dell’Io-psyché e del campo coscienziale da cui si evidenzia, nel quale molti suoi ingredienti, i principi attivi che lo formano, si percepiscono con moto rotatorio coscienziale che include l’in-formazione innata e lo stato Io-somatico creato dall’Io-psyché che sta agendo. Se lo stato Io-somatico prodotto è coerente, fluido, si evidenzia la manifestazione di
vortici concentrici, sovrasensibili, non percepibili con i sensi ordinari.

Si propagano e si restringono, cambiano forma, dimensioni e durata, in base alle caratteristiche dello stato Io-somatico (se è rilassato, nervoso, calmo, aggressivo, ecc.). Il vortice coscienziale si dice simmetrico, se lo stato Io-somatico prodotto è razionale, intellettuale (…); si dice libero quando è istintivo-emozionale e pre-istintivo-emozionale. Anche le funzionalità degli atomi, delle microparticelle che formano il corpo fisico, inscindibili dall’Io-psychè e dai suoi significati, si evidenziano attraverso vortici che possono manifestarsi come pulsioni travolgenti. È l’Io-psychè stesso a crearli come succede per una passione vissuta (il vortice della passione) o quando si evidenziano dipendenze dal flusso di pensieri, ipotesi riguardanti la vita (il vortice della vita). L’intero Universi si muove a vortici, a spirali: atomi, DNA, i processi galattici, le rotazioni degli astri, dei pianeti, i cicloni, gli uragani (…), il che ci evidenzia
forme del continuo presente e dello spazio-tempo
in espansione e in contrazione:
cicli di cambiamento, di transmutazione.
La spirale è una delle funzionalità fondamentali dell’ordine implicito,
del determinismo olistico-autopoietico universale.
Ogni stato coscienziale e ogni funzionalità dell’Universi-parte in essere hanno un
omphalos autopoietico,
che è in ogni punto da cui si evidenzia l’espansione creativa dell’Universi, percepibile ai sensi ovvero la manifestazione sensibile (le parti-Universi). I vortici sono destrogiri o levogiri, assumono molteplici forme geometriche-frattali. Il vortice concentra o espande il campo coscienziale.
Per i vissuti della Sigmasofia, l’Universi-parte non è polare, non è duale, ma è una funzionalità simultanea che soltanto l’Io-psyché non formato a se stesso decodifica in quel modo. La manifestazione di opposti-complementari che ci sembra di riconoscere in natura (polo positivo-polo negativo…), in realtà, è evidenza di una creazione simultanea.
Uno dei vortici che partecipiamo-osserviamo in natura è a spirale logaritmica, si sviluppa secondo principi attivi innati e risulta inscritto in un rettangolo i cui lati stanno tra loro in rapporto 1,618, il numero d’oro denominato Phi Φ, e in relazione con la sequenza di Fibonacci.
Si tratta del codice utilizzato per
tutti i portali di Opera The Poiesis

Concerto-spettacolo Opera The Poiesis settore ∑igma-Art

Il vortice (spirale logaritmica) prosegue transfinitamente verso l’interiore-esterno, per cui la curva si avvolge a partire dal centro, dallo stato coscienziale emesso, dai principi attivi innati dell’Universi-parte.
Come afferma il testo della canzone autopoietica Onda-mare, è il vortice che proviene dal
sonno senza sogno.
Il sonno è parte integrante dell’Io-psyché, funziona simultaneamente allo stato di veglia, per chi sa viverlo e riconoscerlo:
veglia sognante,
sogno lucido.
Il sonno non è una sospensione dello stato di coscienza, infatti nel testo della canzone, l’aforisma afferma
“Comprensibili”
quindi coscienti, autoconsapevoli, che in tale sonno senza sogno si evidenziano vortici. Essendo dentro di noi ed essendo presenti ad esso, il sonno è parte integrante del campo coscienziale, è egli stesso in azione, di cui la sua emanazione Io-psyché è lo strumento che utilizziamo per prenderne coscienza, per poter renderlo appunto comprensibile.
Il sonno è senza sogno e indica il tessuto stesso da cui si evidenzia la fase REM, che veicola archetipi acquisiti (nell’accezione simil Junghiana) e sogni formati da immagini derivanti da esperienze personali: collettivi e individuali che siano, legati all’acquisito di ognuno, sono inscritti nel NREM ossia nel campo coscienziale che è appunto il sonno senza sogno.
Attraverso Onda-mare, ho voluto testimoniare che nel sonno senza sogno, infatti, può essere presente in modo consapevole lo stato di veglia producibile dall’Io-psychè ed esplorare, contemplare, il mondo del sonno, senza proiezioni. Siamo dentro di noi e riconosciamo il sonno senza sogno come la naturale estensione dello stato di veglia e realizziamo la possibilità di non creare la barriera percettiva che ci fa funzionare in un modo di notte e in un altro modo di giorno (stato di veglia e stato di sonno-sogno). In Onda-mare, uno dei messaggi impliciti rivela l’opportunità di vivere il veglia-sonno-sogno, simultaneamente, come unico processo.
Nel sonno senza sogno, l’Io-psychè esplora il campo coscienziale da cui si evidenzia. Inoltre, facendolo a quel livello interiore, tende a porre minor attenzione agli stimoli cosiddetti esterni, riducendo così i rapporti con l’ambiente sensibile, in quanto concentrato ad esplorare l’estensione sovrasensibile, inconscia, non localistica, innata di se stesso. Durante il sonno, si producono movimenti oculari rapidi detti REM. La distinzione sonno con sogno e sonno senza sogno è stata creata soltanto per comodità espositiva. Peraltro, esiste una fase REM durante la quale l’Io-psychè non evidenzia esperienze acquisite (collettive o individuali), ma percepisce in diretta le funzionalità innate presenti nel sonno. Da questo vissuto, anche di non località, di delocalizzazione percepita consapevolmente durante l’esplorazione del sonno, nasce l’aforisma di onda-mare, che sto spiegando.
In sintesi, la dimensione del sonno senza sogno coincide con il campo coscienziale da cui come un vortice (una spirale che ha l’andamento della sequenza di Fibonacci)
“i principi attivi archetipici autopoietici irradiano dalla
radice della coscienza, l’Universi-parte”.
Nel sonno senza sogno, nel campo coscienziale, troviamo archetipi innati (autopoietici):
archetipo deriva da archè che significa originale e tipos che significa modello.
Ho utilizzato questo termine per indicare la forma pre-esistente, più precisamente, transfinitamente esistente, del campo coscienziale.
Si tratta di principi attivi, di cui l’Io-psyché non è consapevole, ma che riconosce non appena li consapevolizza come insights intuitivi innati che si evidenziano dalla parte-Universi, da se stesso.
Al momento della nascita, il campo coscienziale olistico-autopoietico- veicola, sostanzialmente, le in-formazioni innate.
Senza questi “principi attivi archetipici”, l’Io-psyché non potrebbe esistere, né funzionare e sono “autopoietici” perché creati da se stessi ossia l’Universi-parte: il termine autopoietico, infatti, è formato da autos che significa se stessi e poiesis che significa creazione. Spiego. Sappiamo che le microparticelle e il campo coscienziale che formano l’Io-soma (noi stessi) sono in stato di entanglement (di non separabilità) e che questo stato si estende a tutto l’Universi (esiste più di un Universo). Tuttavia, autopoiesi significa anche:
un sistema che per in-formazioni intrinseche crea e ricrea, ridefinisce continuamente se stesso e si riproduce dal proprio interno. Se l’essere umano non avesse in sé queste in-formazioni non potrebbe procreare e ri-procreare a piacimento e nemmeno l’Universi non potrebbe creare e ri-creare una galassia, una stella.
È qualche cosa che crea e ricrea continuamente lo stesso sistema.
I “principi attivi archetipici” sono quindi funzionalità creatrici innate che “irradiano dalla radice della coscienza”, dall’essenza del campo coscienziale (la dimensione consapevolizzata che include il sonno) e operanti nell’Universi-parte, noi stessi.
Partecipando questo processo, ho potuto affermare:
“È il non localistico multiforme e simultaneo solenoidar
della coscienza autopoietica
onda-mare
simultaneamente onda-mare”.
Per capire il termine non localistico, è necessario spiegare il concetto di località.
Il principio di località afferma che le parti-Universi, esseri umani, oggetti (…), distanti tra loro, non potrebbero interagire, ossia non dovrebbero avere un’influenza istantanea uno sull’altro: un ente qualsiasi potrebbe essere influenzato soltanto da un altro, posizionato nelle sue immediate vicinanze. Secondo questo concetto, se uno si trovasse a Roma dovrebbe essere indipendente da un altro che fosse lontano, per esempio a Palermo. Se si agisse su un essere umano a Roma, non dovrebbe aversi influenza alcuna su un altro a Palermo. A livello innato micro-particellare, le cose non funzionano in questo modo. Infatti, l’Universi-parte è un sistema transfinito complessivo che funziona simultaneamente, impossibile da misurare, motivo per cui l’Io-psyché ha ideato l’assioma di principio di azione locale, che gli serve per studiare i singoli ingredienti dell’Universi allo scopo di tentare di comprenderlo, anche complessivamente. Quindi, non possiamo applicare ad esso soltanto il principio di località, ma dobbiamo applicare anche il principio di non località, già scoperto dalla fisica quantistica a livello micro-particellare, da me scoperto a livello coscienziale (stato E.C.A.), che nella canzone è espresso con la locuzione
“È il non localistico e multiforme (…)”
Quindi, sono necessarie alcune specificazioni sul principio di non località nell’accezione Sigmasofica.
In meccanica quantistica, il principio di non località è definito come la sovrapposizione di stati in conseguenza della quale due microparticelle che hanno interagito tra loro (entangled) e poi sono state separate, anche da anni luce di distanza, si comportano come se una sapesse simultaneamente che cosa succede all’altra: è il fenomeno dell’entanglement micro-particellare. Ma, avendo vissuto che l’Io-psyché non è separabile né scindibile dal corpo che lo veicola, tale entanglement è anche coscienziale (vedi decodifica prossime canzoni).
Il non localistico provato dall’entanglement ci suggerisce che esiste un intreccio, una non separabilità, per cui gli esseri umani formati da microparticelle sono strettamente correlati tra loro tanto da costituire un sistema unico, l’Universi-parte noi stessi, dove l’azione, la modifica agita su uno ha ripercussioni simultanee sull’altro, in tutto l’Universi (anche se la consapevolezza non se ne rende conto).
Questo, secondo la logica del localismo, ci sembra impossibile, ma siccome è possibile e sperimentato, anche con la canzone Onda-mare contribuiamo ad orientare l’Io-psyché verso l’olos-direzionalità di consapevolezza: un’azione si rileva su tutto l’Universi-parte e istantaneamente anche se, a livello di manifestazione sensibile in cui siamo prevalentemente identificati, vige e facciamo vigere il principio di località.
Queste funzionalità si mostrano e appaiono alla visualizzazione interiore. Nel testo della canzone, le indico come
“Multiforme e simultaneo solenoidar”.
Vediamo insieme che cos’è il solenoide in chiave Sigmasofica coscienziale.
Un solenoide è formato da una serie di vortici, di spire ed è realizzato con un unico stato di coscienza emesso (in fisica, con un unico filo circolare di rame). Si tratta di una situazione molto ampia, perché vuole conoscere significati più estesi, olistici, quindi è uno stato Io-somatico induttore, applicabile allo studio pratico-teorico dell’Universi-parte, se stessi.
In qualche modo e in qualche misura, veicola e fa passare in-formazioni olistiche innate, evidenziandosi nelle microparticelle, negli stati Io-somatici e creando così la propria sfera d’azione, sia dentro che fuori (un campo unico) il solenoide che è direttamente proporzionale ai significati-significanti e all’intensità emozionale emessa. Produrre continuamente diversi stati induttori, è il “solenoidar” che coinvolge il campo coscienziale olistico autopoietico transfinito, quando si evidenzia nella sua emanazione che è l’Io-psyché.
Per rappresentare il
“multiforme e simultaneo solenoidar
della coscienza autopoietica”,
ho utilizzato l’immagine del mare che produce le onde: il mare transfinito è il campo coscienziale olistico-autopoietico innato, le onde che produce continuamente sono l’Io-psychè (agitato, calmo… i diversi stati coscienziali). La loro produzione e ri-produzione continua, mai finita, è l’immagine con cui rappresento il solenoidar simultaneo perché appartiene ad un unico campo d’acqua, coscienziale, localistico e non localistico. Nel testo e nel titolo della canzone autopoietica, è rappresentato da
“onda-mare
simultaneamente onda-mare”.
All’inizio del trailer, si partecipa-osserva il simbolo della stella di David, formato da due triangoli, che hanno il significato di una postura assumibile dal corpo umano quando si posiziona con le mani distese sopra la testa, le punte dei medi sono uniti e le gambe aperte e distese. Seguendo il perimetro del corpo umano in questa posizione, si forma un triangolo. Nella coniunctio, quando un altro essere umano di sessualità opposta-complementare assume la stessa postura e durante l’atto sessuale si sovrappone all’altro, si evidenzia una postura, da cui è possibile generare il figlio, la continuità della manifestazione della vita-autopoiesi nel corpo fisico. Questo è ciò che simbolicamente rappresentano i due triangoli. Si tratta di una postura particolare, utile ad indicare l’atto meditativo che si può praticare durante il coito allo scopo di visualizzare interiormente il momento dell’eiaculazione (quando lo spermatozoo dovrebbe fecondare l’ovocita).
Nella parte finale di Onda-mare, sia i Maidan che il cantante autopoietico assumono la postura di Ankh o chiave della vita, uno dei simboli attraverso cui si indica la vita-autopoiesi. Ogni presa di consapevolezza è Ankh, la vita-autopoiesi in azione.
Nella manifestazione sensibile, dal concepimento-punto nascita al punto morte, la fase di manifestazione della vita-autopoiesi nel corpo fisico può essere letta come un sentiero da percorrere, lungo il quale l’Io-psychè produrrà esperienze che interpreterà come positive o come negative o trascendenti la dicotomia. In questo tragitto, si producono prese di consapevolezza dell’esistente (l’auto-realizzazione-conoscenza).
La comparsa di un nuovo nato è conseguente alla coniunctio, quindi all’atto sessuale da cui si determina la nascita del figlio, espressione e veicolo della vita-autopoiesi, per questo Ankh è la stilizzazione della vagina e del pene. Con questo sistema, durante l’unione ci garantiamo la continuità della manifestazione della vita nel corpo, di padre-madre in figlio. Ma qualunque cosa sia accaduta all’origine, Ankh deriva dalla molecola del DNA e da processi innati che hanno saputo evidenziarla.
Ankh è transfinitamente in vita-autopoiesi:

indica la natura di forze cosmiche,
dell’Universi-parte che generano, 
rappresentate nella canzone con 
ONDA-MARE.

Nello MANGIAMELI
∑ophy


BIBLIOGRAFIA:

Ogni brano è associato a studi e ricerche della Sigmasofia Io-somato-autopoietica::

S.T.o.E.® Sigmasophy Theory (and practice) of Everything

16 volumi

Nello Mangiameli

Edizioni La Caravella

S.T.o.E. è l’opera attuale ufficialmente utilizzata dall’O.P.S.