CHRONOS

Alessandro FERRARA, cantante autopoietico
Luciano OROLOGI, sax tenore
Adriano Maria POLEDRO, SFX, foley
Gianni MIGLIACCIO, chitarra acustica, chitarra classica, basso
Laura ANTONINI, vocalista
Nello MANGIAMELI, autore



Chronos, chronos
dal tempo autopoietico
insights intuitivi e sincronici
per lo spazio-tempo
Io sono inconscio autopoietico e azione
Io sono azione nell’inconscio autopoietico
Storia di morta dimenticanza
di futuro non nato
d’immensurabile presente
azione di memorie future
d’incoglibili qui ed ora
singolarità che includi
spazio-tempi
trans-finitamente nascenti
Chronos, chronos
dal tempo autopoietico
insights intuitivi e sincronici
per lo spazio-tempo
io sono inconscio autopoietico e azione
io sono azione nell’inconscio autopoietico
Inspira anidride carbonica
espira ossigeno
auto-rigenerazione simultanea
olos-presenza di tempo autopoietico
Kraino chronos, Kraino chronos
Kraino chronos, Kraino chronos
 

Le canzoni autopoietiche hanno almeno tre livelli di decodifica!

Il primo
consiste nel guardare il trailer CHRONOS e percepire attraverso i sensi quello che a un primo ascolto suscita, fa risuonare...

Il secondo
consiste nel leggere-meditare con molta attenzione la decodifica che l'autore dei testi ha voluto comunicare

Il terzo
consiste nell'ascoltare di nuovo il trailer applicando il massimo dell'auto-consapevolezza sensibile e sovrasensibile di cui si dispone e tenendo conto del primo e del secondo livello di decodifica

Se vuoi comunica qui il terzo livello da te elaborato.




DECODIFICA


Chronos, chronos,
in Sigmasofia coincide con uno degli ingredienti formanti l’Io-psychè dell’essere umano: l’archetipo acquisito spazio-tempo.
Consapevole o non consapevole che sia del continuo presente (tempo autopoietico) da cui si evidenzia, Chronos ha comunque la
funzione di spazio-temporalizzare gli eventi, gli stati di coscienza prodotti.
Quando è consapevole di tale facoltà può affermare:


dal tempo autopoietico DECODIFICA CANZONE CHRONO

insights intuitivi e sincronici
per lo spazio-tempo.
Gli insights intuitivi sono uno stato Io-somato-autopoietico che può essere prodotto dall’Io-psyché, dopo aver potenziato i sensi, la percezione e raggiunto le iper-sensibilità. Attuandole, senza intellettualizzazioni, ragionamenti, ottiene la presa di consapevolezza di un evento di vita, di uno stato di coscienza. Il termine intuitivo deriva da intueor che significa in, dentro e da tueor, guardare, quindi guardare dentro, ossia raggiungere la
visione olistico-autopoietica
(crono visione, cromo visione, immagogie…).
Ampliando la visione olistico-autopoietica, l’Io-psyché può raggiungere lo
stato E.C.A.
Entanglement Coscienziale Autopoietico
e vivere che a livello micro-particellare e coscienziale tutto è legato, inscindibile, non separabile e che è proprio tale consapevolezza sovrasensibile, ipersensibile (che non ha riferimenti con causalità acquisite) a determinare il nesso causale innato tra due o più eventi riconosciuti che stanno avvenendo in contemporanea e su cui l’Io-psychè sta portando la sua attenzione: è
la sincronicità.
Termine che deriva dal greco syn che significa con e kronos che significa ora, ossia riunire alla simultaneità, all’E.C.A.
Nel testo della canzone evidenzio così la volontà e la capacità dell’Io-psyché di riconoscere la simultaneità di due o più eventi, anche se nello spazio-tempo acquisito, convenzionale, sembrano non avere nessi di causalità tra loro. Negli ingredienti innati che formano l’Io-psyché, opera lo stato E.C.A., che determina il collegamento di ogni stato Io somatico con qualunque evento esistente. Per questo motivo ci formiamo a poter penetrare lo spazio-tempo, gli eventi, le esperienze di vita (…).
Se ciò accade, l’Io-psyché è legittimato ad affermare
Io sono inconscio autopoietico e azione
Io sono azione nell’inconscio autopoietico.
L’inconscio autopoietico è un concetto proprio della Sigmasofia, che ha scoperto la possibilità di riconoscere un’altra tipologia di inconscio, oltre quello acquisito, personale e collettivo: quello della natura, della creazione, della manifestazione sensibile, dell’Universi.
Un altro elemento che accade in conseguenza di tale raggiungimento ho voluto esprimerlo in Per esprimere un altro aspetto conseguente a tale raggiungimento, ho voluto utilizzare una forma poetica:
storia di morta dimenticanza
di futuro non nato.
d’immensurabile presente
azione di memorie future:
mi trovo ora in un immensurabile presente, in uno stato Io-somato-autopoietico che non può essere misurato, che non è definibile quantitativamente.
L’auspicio è che il messaggio trasmesso da questa canzone possa trovare vita negli Io-psychè che l’ascolteranno per predisporli così a tentare di vivere i segreti che si nascondono nello spazio-tempo.
Al momento, chi ha raggiunto tale auto-consapevolezza afferma di vivere in prima istanza ciò che è descrivibile come
“incoglibile qui ed ora”
poi disvelato e ascrivibile ad una
singolarità che include
spazio-tempi
trans-finitamente nascenti.
Con il termine singolarità intendo affermare che l’Universi esiste in conseguenza di specifiche leggi innate: è ciò che denomino il
determinismo olistico-autopoietico,
formato da transfinite in-formazioni e densità, per cui può espandersi-contrarsi, per auto-determinazione e auto-generazione (vedi radiazione di fondo dell’Universo). Ebbene, l’in-formazione che si trova nel campo coscienziale prima dell’espansione-contrazione (inconscio autopoietico) è denominata singolarità, ossia quella che
include spazio-tempi transfinitamente nascenti.
Mi riferisco alle creazioni dell’Universi-parte, noi stessi:
• a quelle innate come creazione della manifestazione sensibile, dell’Io-psyché
• a quelle acquisite come creazione di stati Io-somatici e relativi significati-significanti.
Dopo questo aforisma, non potevo far altro che ripetere:
Chronos, chronos,
dal tempo autopoietico
insights intuitivi e sincronici
per lo spazio-tempo
io sono inconscio autopoietico e azione
io sono azione nell’inconscio autopoietico.
Quando si raggiunge e si vive lo stato E.C.A., ci si rende conto di che cosa sia il vissuto della de-localizzazione, dello stato esteso di coscienza: significa che si è realizzato un lungo percorso che ha condotto all’incontro con se stessi e, in particolare, che si è svelato un mistero della coscienza, sintetizzato nell’aforisma:
Inspira anidride carbonica
espira ossigeno
auto-rigenerazione simultanea
olos-presenza di tempo autopoietico.
Tale affermazione richiede una più approfondita spiegazione.
Rappresenta uno dei misteri (disvelato), insiti nella respirazione, ossia la possibilità di creare l’integrazione tra la naturale respirazione fisiologica che si evidenzia nel corpo fisico con quella coscienziale che si evidenzia nell’Universi-parte, nelle estensioni coscienziali non locali per cui appunto,
inspira anidride carbonica ed espira ossigeno
Si tratta dello stato di autoconsapevolezza che il Maieuta di Sigmasofia Io-somatica assume nel setting e nella vita: si lascia penetrare da ogni tipologia di proiezione, di transfert (simbolicamente indicati come anidride carbonica) da parte del ricercatore e, a contatto con se stesso, li transmuta e restituisce azione di conoscenza acquisita e olistica (simbolicamente indicata come ossigeno). Inoltre, attraverso tale consapevolezza, realmente raggiunta, il ricercatore può creare stati di auto-rigenerazione-guarigione simultanea del proprio Io-soma, riconoscendo che la sta creando, immerso nel tempo autopoietico, nella simultaneità.

INSPIRA ANIDRIDE CARBONICA ESPIRA OSSIGENO

Inspirare anidride carbonica ed espirare ossigeno, inspirare ossigeno ed espirare anidride carbonica è una funzionalità innata, entangled e, di conseguenza, simultanea e inscindibile.

Le tecno-ontos-sophos-logie operative della Via di conoscenza Sigmasofia utilizzano una sola modalità di respirazione, denominata autopoietica. Questa tecno-ontos-sophos-logia può consentire lo sviluppo di peculiari iper-sensibilità che si evidenzieranno (dopo molti anni di pratica operativa), allorché l’Io-psyché avrà saputo raggiungere la pragmatica della disidentificazione-fissazione da ogni stato Io-somatico, relativi istinti-emozioni e significati-significanti e da ogni evento-situazione esistente. Per questo motivo, inizialmente, la pratica della respirazione autopoietica è attenzione maggiore al funzionamento della respirazione stessa che, soltanto con la disidentificazione dell’Io-psychè dall’encefalo e dal sistema nervoso cerebrale, potrà vivere la percezione in modo maggiormente esteso, olistico e raggiungere così estensioni anche non localistiche. In ogni caso, praticata durante la fase pre-disidentificazione, permette di riconoscere e di armonizzare la ritmizzazione del torace e del flusso sanguigno. Inizialmente, la respirazione autopoietica è propedeutica e prepara al sovrasensibile, permettendo più controllo e una maggiore interiorizzazione del respiro. In seguito, via via che la formazione a se stessi prosegue, con la pratica delle altre tecno-ontos-sophos-logie, accade che si dischiudano le facoltà che scopriremo essere coincidenti con la fisiologia innata che forma l’Io-psyché e il respiro. Durante la fase di disidentificazione, accade l’autonomizzazione del respiro dagli stati Io-somatici come dai relativi significati-significanti ed intensità emozionali: è come se respirassimo secondo esclusive modalità innate, senza proiezioni di significati acquisiti. La fisiologia innata del respiro è inscindibile da quella formante gli stati Io-somatici complessivi. La facoltà di visualizzare, di percepire la respirazione e gli stati Io-somatici mentre si formano è già, di fatto, la percezione del campo coscienziale sovrasensibile da cui si evidenziano. L’Io-psyché vive un maggiore auto-controllo e gestione delle proprie produzioni Iosomatiche. È il principio attivo Sigmasofico che si raggiunge per auto-maieutica, per formazione vissuta continua a se stessi e, ripeto, ci si entra soltanto quando si sa utilizzare la pragmatica della disidentificazione. Tale raggiungimento consente di vivere e riconoscere nell’aria, nel respiro, l’ossigeno sovrasensibile, ossia il principio attivo che è funzionale alla vita-autopoiesi nella sua componente sovrasensibile. L’essenza interiore dell’aria-ossigeno coincide, come campo, con l’essenza interiore di ogni parte-Universi.
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Seguendo con la respirazione (molto rallentata rispetto al naturale ritmo del respiro) tale essenza, si entra consapevolmente nei ritmi dell’onda che denomino sigma (si dischiude e disvela, dopo le conosciute onde alfa e theta). Il ricercatore raggiunge la penetrazione del segreto del respiro, in conseguenza della formazione vissuta a se stesso che può far ricadere consapevolmente a sostegno dell’automatismo innato che denominiamo processo del respirare. Si vive che le esigenze sensorio-percettive riconoscibili, i metabisogni innati e i bisogni-desideri si evidenziano dal campo coscienziale non localistico (che include quelli maggiormente conosciuti, elettromagnetico, elettrodebole, atomiconucleare, gravitazionale, morfo-genetico). Il ricercatore vive e riconosce che può liberarsi dalla morsa identificativa degli ostacolatori (difese Io-somatiche), dei metabisogni, dei bisogni-desideri che assorbono l’Io-psyché. In conseguenza della formazione vissuta, si scopre il respiro non come nascente dal solo soma, ma proveniente simultaneamente dal sovrasensibile non localistico del campo coscienziale, da dove si evidenzia il sensorio-percettivo. Identificati nella sola sensorialità, è inevitabile che la respirazione si mostri soltanto come un processo necessario ad inspirare ossigeno ed espirare anidride carbonica, perché sappiamo che così facendo diamo continuità di manifestazione della vita nell’Io-soma in cui ci riconosciamo. Ma quando si prende coscienza della fisiologia innata sovrasensibile del processo del respirare, si vive che l’Universi-parte è in stato di entanglement micro-particellare e coscienziale con ogni altra parte e che a quel livello ci si può rendere conto di essere parte-Universi sensibile e sovrasensibile, localistica e non locale, espressioni inscindibili dal tutto funzionale ecosistemico. L’Universi-parte che siamo edifica se stesso, utilizzando ampiamente il carbonio (ingrediente fondamentale della vita-autopoiesi), che ha la caratteristica di legarsi con altri elementi, riuscendo così a formare più di dieci milioni di composti. Funzionando simultaneamente all’ossigeno, il carbonio evidenzia il diossido di carbonio, assolutamente necessario alla crescita delle piante che, per entrare nel merito di questo saggio, trattengono il carbonio ed emettono ossigeno. Quindi, inspirare anidride carbonica ed espirare ossigeno è una funzione innata che osserviamo nella parte-Universi che denominiamo alberi, piante. L’Universi-parte complessivo non ha necessità di espellere il carbonio. Non necessita di espirarlo in quanto gas mortale, ma lo include e lo gestisce per creare, attraverso specifici processi, le parti-Universi evidenziandone l’ossigeno (nell’Io-soma tale processo si inverte, determinando che la parte-Universi inspiri ossigeno ed espiri anidride carbonica, funzione che, necessariamente, deve essere espressa dal punto nascita al punto morte). In sintesi: Nella funzionalità innata Universi-parte complessivo, vige l’inspirare (includere) anidride carbonica e l’espirare (creare) ossigeno;
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nella parte-Universi (entangled con esso, come lo è il pianeta Terra) funziona all’opposto, per il tempo necessario all’Io-psyché -evidenziantesi dagli stessi processi inscindibili- a vivere nella manifestazione sensibile ciò che vuole (ma anche e soprattutto per prendere coscienza di tali processi innati). La formazione vissuta a se stessi conduce quindi a vivere un potere innato che non necessita di ossigeno ma che, in conseguenza del determinismo olistico-autopoietico, può crearlo ed evidenziarlo in sue parti, come il pianeta Terra, luogo in cui l’essere umano, l’essere vivente, esiste per formare la propria individuazione, pur restando fusionale, entangled con Universi. Voglio comunicare che il segreto del respiro consiste, esattamente, nel vivere che la respirazione normalmente intesa e come tutti la utilizziamo (inspirare ossigeno ed espirare anidride carbonica) è, di fatto, inserita in un processo innato esattamente oppostocomplementare che opera in tutto l’Universi (includere -inspirare- anidride carbonica e creare -espirare- ossigeno) e che utilizza per creare milioni e milioni di ambienti (pianeti di molte galassie), con le stesse caratteristiche che abbiamo sul pianeta Terra. Se il ricercatore in formazione riuscisse sul piano dell’auto-consapevolezza a far funzionare simultaneamente questa caratteristica sovrasensibile a quella che utilizziamo non determinerebbe la remissione del modo naturale di respirare, ma la integrerebbe ad una consapevolezza più estesa dell’esistente. Vediamo ora che cosa realisticamente possa significare inspirare anidride carbonica e transmutarla in ossigeno, nella ricaduta sull’azione quotidiana. In riferimento alla relazione, le proiezioni, i transfert, i problemi (…), a contatto con questa consapevolezza maggiormente estesa, si trans-muterebbero in ossigeno, ovvero, fuor di metafora, in azione olos-direzionante di coscienza e di conoscenza olistico-autopoietici. Per non essere frainteso, affermo che: dal punto concepimento al punto morte, il ricercatore ha necessità di assumere ossigeno per i processi vitali del corpo ma, simultaneamente, la consapevolezza raggiunta delle funzionalità di Universi che include e utilizza il carbonio e crea ossigeno si evidenzia come capacità auto-conoscitiva: il carbonio, ossia la non consapevolezza di molti Io-psyché (pur sempre entangled con ogni altra parte-Universi), a contatto con la consapevolezza di altri che hanno vissuto i segreti del respiro, determina la transmutazione in ossigeno, in conoscenza. Le proiezioni, i transfert, i problemi, semplicemente possono essere transmutati all’istante. Il ricercatore dimostra a se stesso di aver raggiunto conoscenze più estese dell’innato. La respirazione normale, incompleta è per l’essere vivente l’indicatore di essere in piena formazione vissuta a se stesso: significa che sta procedendo con la creazione della propria auto-consapevolezza, i cui applicativi possono servirgli appunto per vivere gli ingredienti che formano la vita-autopoiesi. L’Io-soma è sempre simbolo di formazione all’auto-consapevolezza in atto, è uno dei principi attivi fondamentali dell’Universi-parte, è lo strumento attraverso cui diviene auto-consapevole di se stesso, per vissuto diretto. Nutrendosi di ossigeno, l’essere vivente compie un’azione che è il simbolo-segno di un passaggio formativo, necessario a produrre auto-consapevolezza: l’Universi-parte. Tale passaggio formativo può durare più o meno tempo a causa della difficoltà a transmutare
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l’identificazione-fissazione nel solo sensorio-percettivo, ma sarà proprio questo, se penetrato, che potrà dare lo slancio verso l’auto-trascendenza ossia verso la conoscenza-coscienza olistico-autopoietica, verso lo stato Sigmasofia. Esperienza penetrata dopo esperienza penetrata, la consapevolezza porterà a vivere e a riconoscere come materia, vita-autopoiesi, Iopsychè (…) siano, per entanglement, lo stesso processo. L’Universi (esiste più di un Universo) è in-formazione, conoscenza: crea con continuità milioni di neo concepimenti-nati e milioni di punti-morte come se l’essere umano, gli esseri viventi fossero una sorta di ricambio cellulare del suo essere transfinitamente in vita-autopoiesi. Per entanglement micro-particellare e coscienziale, siamo inscindibili da tutto ciò il che ha delle implicazioni e conseguenze straordinarie per la consapevolezza. In sintesi, la formazione in Sigmasofia significa riuscire a vivere il tutto funzionale: il respiro innato dell’Universi-parte, noi stessi, vive e riconosce che inspirare anidride carbonica ed espirare ossigeno, inspirare ossigeno ed espirare anidride carbonica è una funzionalità innata entangled e, di conseguenza, simultanea e inscindibile. È coscienza e conoscenza olistico-autopoietica in azione!

Nello MANGIAMELI ∑ophy


BIBLIOGRAFIA:

Ogni brano è associato a studi e ricerche della Sigmasofia Io-somato-autopoietica:

S.T.o.E.® Sigmasophy Theory (and practice) of Everything

16 volumi

Nello Mangiameli

Edizioni La Caravella

S.T.o.E. è l’opera attuale ufficialmente utilizzata dall’O.P.S.