Alessandro FERRARA

in  ∑igma-Art assume il nome di

CHRONOS

Cantante autopoietico, melodista, musicista, Maieuta di ∑igma-Art, artista poliedrico, scrittore.


Chronos nasce a Napoli il 30 giugno 1975. All’età di 11 anni inizia a scrivere poesie e a 13 anni a recitare in compagnie di teatro amatoriale. A 19 anni decide di seguire la I.S.U. (International Sigmasophy University) fondata da Nello Mangiameli conseguendo il Diploma quale Maieuta di Sigmasofia Io-somatica indirizzo Artistico -∑igma-art-. Grazie ai viaggi in Italia e all’estero, conosce numerosi artisti che gli indicano altre tecniche basilari per accedere al mondo della musica, del teatro e delle arti circensi che integra alla -∑IGMA-ART- e che utilizza in prevalenza a favore di soggetti socialmente svantaggiati (diversamente abili e scugnizzi). Da oltre 20 anni opera in ambito socio-educativo, artistico, culturale in tutta Italia, sia in termini professionali, sia di volontariato sociale realizzando progetti ed eventi con finalità di integrazione sociale di minori in situazioni di disagio (scugnizzi napoletani) e di persone diversamente abili. Ha pubblicato il libro “∑igma-Art” (La Caravella Editrice). Dal Libro e dalle attività ∑igma-Art si sono ispirati l’evento “Castel Volturno-Africa” (con il patrocinio morale di Unicef Campania) e la Mostra fotografica Vite Autopoietiche realizzata dalla fotografa ed antropologa Flaviana Frascogna ed esposta al PAN - Museo delle Arti di Napoli. Dal Libro Sigma-Art è stato realizzato il cortometraggio “Ontos” con l’attore Espedito Petacca (diversamente abile) vincitore di tre premi internazionali (Miglior Cortometraggio e Miglior Attore al Festival Internazionale Cinema Patologico e Miglior Attore al Festival Internazionale Artelesia Film Festival 2013). Ontos è stato rappresentato alla Giornata Mondiale dei Diritti dell’Infanzia Unicef, alla Giornata Unicef per i Bambini della Siria e alla Giornata Europea del Patrimonio 2013 presso il sito archeologico Sibilla Cumana. Ha pubblicato l'e-book Strategie artistiche d’integrazione sociale con StreetLib. Dall'e-book è stato realizzato il cortometraggio A-THANATOS.



GENESI SIGMASOFICA

La mia transmutazione:

da Alessandro Ferrara a Chronos

 

Una delle memorie più vivide della mia infanzia è legata a mio padre: la sera sul tardi restava solo in cucina, mentre io dal letto della mia camera ascoltavo con pathos le musiche che creava attraverso un'armonica a bocca. Quei suoni m'incuriosivano ed inebriavano così intensamente che non potevo fare a meno di raggiungerlo. Mi sedevo accanto a lui con il desiderio di ascoltarlo fino all'alba ma dopo alcune delle sue creazioni sopraggiungeva in me un leggiadro e gradevole sonno. Interrompeva la sua creatività per accompagnarmi a letto in questo modo: salivo sui suoi piedi, mi abbracciavo alla sua vita e percorrevamo il lungo corridoio che separava le due stanze.

Nel frattempo continuava a suonare l'armonica. Quel suono viscerale è stato uno degli imprinting fondamentali che hanno generato la mia passione verso la musica e l'arte in generale.

Mia nonna paterna nel giardino di casa aveva fatto costruire a mio nonno un piccolo palcoscenico in cemento e la domenica, dopo aver pranzato con tutti i cugini e gli zii, la stessa si esibiva con il fratello per noi nipoti in pièce teatrali molto divertenti.

Durante l'adolescenza, al ritorno da un viaggio in Spagna con i miei genitori, attraversando i Pirenei, in un piccolo paesino per la prima volta vidi degli artisti di strada. C'erano dei percussionisti africani e alcuni ragazzi che eseguivano delle performance con strumenti infuocati. Rimasi tutto il tempo ad osservarli ipnotizzato:

ancora non sapevo che avrei intrapreso quella strada.

 

I viaggi sono stati sempre un'incredibile porta d'accesso

all'arte che custodivo in me stesso.

 

Viaggio nel Tempio dell’uomo:

è questo il tema dell’avventura in Egitto che ho vissuto insieme ad altri ricercatori, guidati da Nello Mangiameli, fondatore della Sigmasofia io-somato-autopoietica (un percorso di ricerca interiore olistico).

Da bambino, disegnavo le piramidi ed ogni volta che vedevo in televisione o nei libri immagini dell’antico Egitto mi emozionavo, ma non ne comprendevo le ragioni. Con Nello mi sono avvicinato ai misteri di quell’antica civiltà. In quei luoghi, ove, magicamente, mi sentivo a casa, la mia passione per la musica si è definita, si è espansa.

Abbiamo navigato il Nilo in feluca. Immerso in quell’atmosfera, con un tamburo tra le gambe, ho iniziato ad approfondire, attraverso il vissuto, il potere della musica. La magia di quei luoghi e soprattutto, le finalità insite nel viaggio, fecero sì che per la prima volta nella mia vita mi abbandonassi a me stesso. Suonai e danzai ovunque: in feluca, nei mercati, intorno al fuoco, nel deserto.

Fu, così, che emerse una parte estremamente importante della mia vita:

 

l’arte che mio padre mi ha trasmesso.

 

Dal viaggio in Egitto in poi ho iniziato ad esprimere più consapevolmente la mia arte: ho studiato in diverse scuole teatrali, ho viaggiato in diversi paesi del mediterraneo per scoprire i segreti delle musiche e delle danze tradizionali. Mi affascinavano in particolare il flamenco e le musiche arabe. Ero interessato alla comprensione dei principi scaturenti quelle espressioni artistiche. Volevo comprendere in che modo creavano quelle atmosfere, in quale luogo della coscienza traevano la loro ispirazione.

Ho studiato numerosi libri scritti dai principali teorici teatrali nazionali e internazionali. Ho raccolto numerose conoscenze utili, ma non ero interessato a seguire nessuna di quelle strade:

 

in me erano molto più forti l'innato istinto artistico, la creatività, la ricerca interiore.

 

Piuttosto che di un'accademia d'arte avvertivo la necessità di un percorso di ricerca interiore che mi consentisse di rendere sempre più fluida e profonda la mia arte. Ho intrapreso il percorso formativo in Sigmasofia© attraversando il campo minato dei miei ostacolatori interiori.

Ho riconosciuto, affrontato e trasceso le mie paure, la mia impotenza, la mia onnipotenza, la mia depressione, la mia esaltazione, fino alla comprensione vissuta che:

 

ogni essere umano può esprimere

igma-Art:

la consapevolezza derivante dalla sommatoria

delle esperienze di vita

che si è autorizzato a vivere  

attraverso cui riconosce di essere in scena

nella vita,

trans-finitamente

(in modo mai finito).

 

 

Parallelamente alla formazione ho iniziato a occuparmi di volontariato, anche nella speranza di poter essere d'aiuto a mio fratello, gravemente ammalato psichicamente. Non ottenendo alcun esito positivo, ho preso coscienza che intorno a me c'erano altri esseri umani che avrebbero potuto aver bisogno del mio“orientamento all'arte autopoietica”. Ne è scaturito un progetto d'integrazione di soggetti socialmente svantaggiati, tra i quali ragazzi con diversabilità e scugnizzi.

Durante questa fase durata oltre 15 anni ho avuto l'opportunità di approfondire il potere autoguarente dell'espressione artistica autopoietica.

Nacquero I Giullari Autopoietici:

 

viaggiatori di tempi, spazi e conoscenze.

 

I Giullari Autoietici utilizzano il canto, il suono, la danza, la musica, tutte le abilità dell’artista di strada, sono poeti ed inglobano tutte queste capacità in un’azione chiave: il gioco libero, spontaneo, intuitivo. Il termine giullare deriva dal latino ioculare (da iocus), che significa gioco. Il termine autopoiesi indica la facoltà creativa, di creazione continua, presente nell’Io-psyché, che può manifestarsi in ogni azione, dal greco poiesis, che significa creazione. La parola auto deriva dal greco autos, che significa se stesso.

Si tratta, quindi, di creazione realizzata da se stessi, attraverso il gioco libero, spontaneo, intuitivo ed altre arti, facoltà, disponibili all’Io-psyché. Seguendo la formazione in Sigmasofia© (fondata da Nello Mangiameli), il cultore della ∑igma-art somministra la propria conoscenza vissuta, in particolare, tutte le tecnologie psicosomatiche della gelontologia autopoietica (dal greco gelos, che significa riso, risata) ad esseri umani che manifestano disagi, sofferenze esistenziali, a diversamente abili. Molte iniziative sono già state realizzate in Ospedali pediatrici, in case famiglia, in carceri, nelle scuole. Il fatto che a proporle siano stati esseri umani diversamente abili (anche gravi) ci ha consentito di ottenere il patrocinio morale di Unicef.

Frequentando la I.S.U., Internationl Sigmasophy University, ho conseguito il titolo di Maieuta Io-somatico, specializzato in ∑igma-Art.

Dall’anno 2010 ho ottenuto la qualifica di Direttore nazionale e internazionale della Scuola di ∑igma-Art.

Ho svolto attività di ricerca e di volontariato per oltre vent'anni sigillando i miei studi attraverso due libri:

§ igma-Art

§ Strategie artistiche d'integrazione sociale

I libri rappresentano uno studio ventennale inerente problematiche e possibili soluzioni del settore terziario dal quale si evince la necessità del superamento dell’evidente obsoleta tendenza sociale alla categorizzazione degli esseri umani.

Essendo tutto atomicamente legato, così come la meccanica quantistica evidenzia, dovremmo essere consapevoli che ogni volta che trattiamo tematiche inerenti l’integrazione sociale ci stiamo occupando del disallineamento dell’essere umano dalla sua scaturigine.

 

Non è possibile integrare ciò che già è

integrato come natura vuole.

 

La formazione olistica a se stessi è l’unica strada possibile per sanare quel ritardo evolutivo che la nostra società inesorabilmente mostra.

igma-Art è

la strategia finalizzata a conoscere

 

chi siamo, da dove veniamo e dove andiamo

 

l’Io-psyché dell’essere umano che partecipa-osserva e consapevolizza se stesso, anche nelle proprie estensioni non localistiche

il naturale esito delle strategie artistiche d’integrazione sociale, vissute.

 

Fin da bambino sognavo d'intraprendere la carriera del cantante-musicista. Avrei voluto creare un nuovo modo di esprimere il canto e la musica. Mentre mi sperimentavo in più strumenti e diversi modi di cantare, iniziavo ad esibirmi nelle piazze come artista di strada utilizzando tecniche di giocoleria anche con attrezzi infuocati, equilibrismo, clowneria, in collaborazione con ragazzi diversamente abili, scugnizzi e due cagnoline artiste.

Oggi, dopo oltre vent'anni di sperimentazioni e ricerche sono pronto per lanciare il mio suono:

da

Alessandro Ferrara

a

CHRONOS!

 

Ho scelto il nome Chronos, perché attraverso la ∑igma-Art ho assunto il compito di temporizzare le avanguardie di consapevolezze raggiunte dalla Via di conoscenza Sigmasofia.

Temporalizzare è cercare il momento ecologicamente propizio, adatto, giusto, intuitivo, sincronico: il Kairos.

Chronos opera al Kairos in armonia con le leggi naturali innate.

Chronos è un poeta, da poieo che in greco significa creo, faccio.

Voglio contribuire ad edificare la civiltà olistico-autopoietica.

La ∑igma-Art, che vivo e divulgo, evidenzia l’ontos (l’essere), il sophos (la saggezza), il logos (la parola, la scienza): è consapevolezza vissuta dall’Io-psyché sui significati dell’esistenza, che ora trovano espressione in The Poiesis (www.thepoiesis.com).

La creazione che canto trova una sintesi nell’aforisma di ∑ophy (Nello Mangiameli):

 

Dal tempo autopoietico

(continuo presente),

insights intuitivi e sincronici

per lo spazio-tempo,

per

Chronos.

 

The Poiesis è canto-musica-danza autopoietici vissuti come un processo inscindibile, unitario, simultaneo, tendente all’olistico. Per poter realizzarlo, è stata necessaria la con-partecipazione di diversi artisti, compositori, autori di testo, musicisti, vocalist, ingegneri del suono (…): l’orchestra dell’opera The Poiesis. Si tratta di diverse autonomie, identità, individuazioni che hanno riconosciuto il modo di lavorare fusionale, simultaneo.

The Poiesis è il viaggio sintetizzabile nell’aforisma autopoietico:

 

Dallo spazio-tempo

consapevolezze intuitive e sincroniche

del tempo autopoietico

(continuo presente).

 

L’autonomia fusionale autopoietica appena descritta è l’unica strada che ci permette di vivere appieno ciò che creiamo insieme ad altri.

Chronos canta The Poiesis, per scoprire, per vivere consapevolezze ancora non raggiunte e renderle patrimonio dell’Io-psyché, dell’umanità.

The Poiesis invita ad orientarsi verso le estensioni coscienziali esistenti in noi stessi e ci indica che chi ci consente di farlo è Chronos, è il tempo realizzato al Kairos, con

 

quella parte di noi stessi che è l’altro.

The Poiesis, Chronos, Kairos (…), ossia funzioni per trasmettere conoscenze innate da sempre inscritte nell’essere umano.

Gli aforismi complessi che formano le canzoni autopoietiche richiedono concentrazione-meditazione, per renderli innatamente semplici!

Quando ∑ophy mi chiese di musicare questi testi, li lessi e da un lato mi identificai nei contenuti delle canzoni che corrispondevano ai tratti salienti del mio percorso formativo in Sigmasofia; dall’altro, sentii profondo disagio, in quanto, mi sembrava inizialmente impossibile trasformare quei testi così asimmetricamente complessi in canto armonico. Provando e riprovando, sentii che stava emergendo un cantato che richiedeva rilassamento, concentrazione-meditazione dinamica: il modo più congeniale per vivere The Poiesis. Cantando le canzoni autopoietiche nel modo indicato, quotidianamente, come un mantra, per anni, ho scoperto maggiormente che cosa sia l’immediata disidentificazione da altri stati Io-somatici, anche distonici. In tal senso, per me, The Poiesis è remissione di discrasie, è autorigenerazione che può condurre a forme di beatitudine, di estasi. Dopo aver cantato, provo le medesime sensazioni vissute durante una meditazione profonda, disteso al suolo. I convenzionali riferimenti spazio-temporali vanno in remissione ed ho la sensazione di essere sospeso in un’atmosfera densa, percepisco ciò che mi circonda con una estensione differente, resto lucidamente ipnotizzato dal silenzio-suono che ne scaturisce.

L’Opera The Poiesis è parte della mia linea del destino, del mio orientamento esistenziale fondamentale. Oggi posso iniziare ad affermare di essere più libero perché ho imparato ad aprirmi all’essenza pur riconoscendo la mia enantiodromica storia esistenziale, vissuta fino ad ora.

Non sono un cantante, ma un Maieuta-cantante, divulgo messaggi olistico-autopoietici.

In conclusione, la mia intenzionalità fondamentale impressa nell’opera è rappresentata da uno dei concetti chiave contenuto nella canzone Chronos:

 

Storia di morta dimenticanza,

di futuro non nato

d’immensurabile presente

Azione di memorie future”

(cit. Nello Mangiameli - brano Chronos).