Alessandro FERRARA

in 

∑igma-Art

assume il nome di

CHRONOS

Cantante autopoietico, melodista, musicista, 

Maieuta di Sigmasofia psicosomatica ad indirizzo artistico, 

artista poliedrico, scrittore.


GENESI SIGMASOFICA

La mia transmutazione:

da Alessandro Ferrara a Chronos

 

Una delle memorie più vivide della mia infanzia è legata a mio padre: la sera sul tardi restava solo in cucina, mentre io dal letto della mia camera ascoltavo con pathos le musiche che creava attraverso un'armonica a bocca. Quei suoni m'incuriosivano ed inebriavano così intensamente che non potevo fare a meno di raggiungerlo. Mi sedevo accanto a lui con il desiderio di ascoltarlo fino all'alba ma dopo alcune delle sue creazioni sopraggiungeva in me un leggiadro e gradevole sonno. Interrompeva la sua creatività per accompagnarmi a letto in questo modo: salivo sui suoi piedi, mi abbracciavo alla sua vita e percorrevamo il lungo corridoio che separava le due stanze.

Nel frattempo continuava a suonare l'armonica. Quel suono viscerale è stato uno degli imprinting fondamentali che hanno generato la mia passione verso la musica e l'arte in generale.

Mia nonna paterna nel giardino di casa aveva fatto costruire a mio nonno un piccolo palcoscenico in cemento e la domenica, dopo aver pranzato con tutti i cugini e gli zii, la stessa si esibiva con il fratello per noi nipoti in pièce teatrali molto divertenti.

Durante l'adolescenza, al ritorno da un viaggio in Spagna con i miei genitori, attraversando i Pirenei, in un piccolo paesino per la prima volta vidi degli artisti di strada. C'erano dei percussionisti africani e alcuni ragazzi che eseguivano delle performance con strumenti infuocati. Rimasi tutto il tempo ad osservarli ipnotizzato:

ancora non sapevo che avrei intrapreso quella strada.

 

I viaggi sono stati sempre un'incredibile porta d'accesso

all'arte che custodivo in me stesso.

 

Viaggio nel Tempio dell’uomo:

è questo il tema dell’avventura in Egitto che ho vissuto insieme ad altri ricercatori, guidati da Nello Mangiameli, fondatore della Sigmasofia io-somato-autopoietica (un percorso di ricerca interiore olistico).

Da bambino, disegnavo le piramidi ed ogni volta che vedevo in televisione o nei libri immagini dell’antico Egitto mi emozionavo, ma non ne comprendevo le ragioni. Con Nello mi sono avvicinato ai misteri di quell’antica civiltà. In quei luoghi, ove, magicamente, mi sentivo a casa, la mia passione per la musica si è definita, si è espansa.

Abbiamo navigato il Nilo in feluca. Immerso in quell’atmosfera, con un tamburo tra le gambe, ho iniziato ad approfondire, attraverso il vissuto, il potere della musica. La magia di quei luoghi e soprattutto, le finalità insite nel viaggio, fecero sì che per la prima volta nella mia vita mi abbandonassi a me stesso. Suonai e danzai ovunque: in feluca, nei mercati, intorno al fuoco, nel deserto.

Fu, così, che emerse una parte estremamente importante della mia vita:

 

l’arte che mio padre mi ha trasmesso.

 

Dal viaggio in Egitto in poi ho iniziato ad esprimere più consapevolmente la mia arte: ho studiato in diverse scuole teatrali, ho viaggiato in diversi paesi del mediterraneo per scoprire i segreti delle musiche e delle danze tradizionali. Mi affascinavano in particolare il flamenco e le musiche arabe. Ero interessato alla comprensione dei principi scaturenti quelle espressioni artistiche. Volevo comprendere in che modo creavano quelle atmosfere, in quale luogo della coscienza traevano la loro ispirazione.

Ho studiato numerosi libri scritti dai principali teorici teatrali nazionali e internazionali. Ho raccolto numerose conoscenze utili, ma non ero interessato a seguire nessuna di quelle strade:

 

in me erano molto più forti l'innato istinto artistico, la creatività, la ricerca interiore.

 

Piuttosto che di un'accademia d'arte avvertivo la necessità di un percorso di ricerca interiore che mi consentisse di rendere sempre più fluida e profonda la mia arte. Ho intrapreso il percorso formativo in Sigmasofia© attraversando il campo minato dei miei ostacolatori interiori.

Ho riconosciuto, affrontato e trasceso le mie paure, la mia impotenza, la mia onnipotenza, la mia depressione, la mia esaltazione, fino alla comprensione vissuta che:

 

ogni essere umano può esprimere

igma-Art:

la consapevolezza derivante dalla sommatoria

delle esperienze di vita

che si è autorizzato a vivere  

attraverso cui riconosce di essere in scena

nella vita,

trans-finitamente

(in modo mai finito).

 

 

Parallelamente alla formazione ho iniziato a occuparmi di volontariato, anche nella speranza di poter essere d'aiuto a mio fratello, gravemente ammalato psichicamente. Non ottenendo alcun esito positivo, ho preso coscienza che intorno a me c'erano altri esseri umani che avrebbero potuto aver bisogno del mio“orientamento all'arte autopoietica”. Ne è scaturito un progetto d'integrazione di soggetti socialmente svantaggiati, tra i quali ragazzi con diversabilità e scugnizzi.

Durante questa fase durata oltre 15 anni ho avuto l'opportunità di approfondire il potere autoguarente dell'espressione artistica autopoietica.

Nacquero I Giullari Autopoietici:

 

viaggiatori di tempi, spazi e conoscenze.

 

I Giullari Autoietici utilizzano il canto, il suono, la danza, la musica, tutte le abilità dell’artista di strada, sono poeti ed inglobano tutte queste capacità in un’azione chiave: il gioco libero, spontaneo, intuitivo. Il termine giullare deriva dal latino ioculare (da iocus), che significa gioco. Il termine autopoiesi indica la facoltà creativa, di creazione continua, presente nell’Io-psyché, che può manifestarsi in ogni azione, dal greco poiesis, che significa creazione. La parola auto deriva dal greco autos, che significa se stesso.

Si tratta, quindi, di creazione realizzata da se stessi, attraverso il gioco libero, spontaneo, intuitivo ed altre arti, facoltà, disponibili all’Io-psyché. Seguendo la formazione in Sigmasofia© (fondata da Nello Mangiameli), il cultore della ∑igma-art somministra la propria conoscenza vissuta, in particolare, tutte le tecnologie psicosomatiche della gelontologia autopoietica (dal greco gelos, che significa riso, risata) ad esseri umani che manifestano disagi, sofferenze esistenziali, a diversamente abili. Molte iniziative sono già state realizzate in Ospedali pediatrici, in case famiglia, in carceri, nelle scuole. Il fatto che a proporle siano stati esseri umani diversamente abili (anche gravi) ci ha consentito di ottenere il patrocinio morale di Unicef.

Frequentando la I.S.U., Internationl Sigmasophy University, ho conseguito il titolo di Maieuta Io-somatico, specializzato in ∑igma-Art.

Dall’anno 2010 ho ottenuto la qualifica di Direttore nazionale e internazionale della Scuola di ∑igma-Art.

Ho svolto attività di ricerca e di volontariato per oltre vent'anni sigillando i miei studi attraverso due libri:

§ igma-Art

§ Strategie artistiche d'integrazione sociale

I libri rappresentano uno studio ventennale inerente problematiche e possibili soluzioni del settore terziario dal quale si evince la necessità del superamento dell’evidente obsoleta tendenza sociale alla categorizzazione degli esseri umani.

Essendo tutto atomicamente legato, così come la meccanica quantistica evidenzia, dovremmo essere consapevoli che ogni volta che trattiamo tematiche inerenti l’integrazione sociale ci stiamo occupando del disallineamento dell’essere umano dalla sua scaturigine.

 

Non è possibile integrare ciò che già è

integrato come natura vuole.

 

La formazione olistica a se stessi è l’unica strada possibile per sanare quel ritardo evolutivo che la nostra società inesorabilmente mostra.

igma-Art è

la strategia finalizzata a conoscere

 

chi siamo, da dove veniamo e dove andiamo

 

l’Io-psyché dell’essere umano che partecipa-osserva e consapevolizza se stesso, anche nelle proprie estensioni non localistiche

il naturale esito delle strategie artistiche d’integrazione sociale, vissute.

 

Fin da bambino sognavo d'intraprendere la carriera del cantante-musicista. Avrei voluto creare un nuovo modo di esprimere il canto e la musica. Mentre mi sperimentavo in più strumenti e diversi modi di cantare, iniziavo ad esibirmi nelle piazze come artista di strada utilizzando tecniche di giocoleria anche con attrezzi infuocati, equilibrismo, clowneria, in collaborazione con ragazzi diversamente abili, scugnizzi e due cagnoline artiste.

Oggi, dopo oltre vent'anni di sperimentazioni e ricerche sono pronto per lanciare il mio suono:

da

Alessandro Ferrara

a

CHRONOS!

 

Ho scelto il nome Chronos, perché attraverso la ∑igma-Art ho assunto il compito di temporizzare le avanguardie di consapevolezze raggiunte dalla Via di conoscenza Sigmasofia.

Temporalizzare è cercare il momento ecologicamente propizio, adatto, giusto, intuitivo, sincronico: il Kairos.

Chronos opera al Kairos in armonia con le leggi naturali innate.

Chronos è un poeta, da poieo che in greco significa creo, faccio.

Voglio contribuire ad edificare la civiltà olistico-autopoietica.

La ∑igma-Art, che vivo e divulgo, evidenzia l’ontos (l’essere), il sophos (la saggezza), il logos (la parola, la scienza): è consapevolezza vissuta dall’Io-psyché sui significati dell’esistenza, che ora trovano espressione in The Poiesis (www.thepoiesis.com).

La creazione che canto trova una sintesi nell’aforisma di ∑ophy (Nello Mangiameli):

 

Dal tempo autopoietico

(continuo presente),

insights intuitivi e sincronici

per lo spazio-tempo,

per

Chronos.

 

The Poiesis è canto-musica-danza autopoietici vissuti come un processo inscindibile, unitario, simultaneo, tendente all’olistico. Per poter realizzarlo, è stata necessaria la con-partecipazione di diversi artisti, compositori, autori di testo, musicisti, vocalist, ingegneri del suono (…): l’orchestra dell’opera The Poiesis. Si tratta di diverse autonomie, identità, individuazioni che hanno riconosciuto il modo di lavorare fusionale, simultaneo.

The Poiesis è il viaggio sintetizzabile nell’aforisma autopoietico:

 

Dallo spazio-tempo

consapevolezze intuitive e sincroniche

del tempo autopoietico

(continuo presente).

 

L’autonomia fusionale autopoietica appena descritta è l’unica strada che ci permette di vivere appieno ciò che creiamo insieme ad altri.

Chronos canta The Poiesis, per scoprire, per vivere consapevolezze ancora non raggiunte e renderle patrimonio dell’Io-psyché, dell’umanità.

The Poiesis invita ad orientarsi verso le estensioni coscienziali esistenti in noi stessi e ci indica che chi ci consente di farlo è Chronos, è il tempo realizzato al Kairos, con

 

quella parte di noi stessi che è l’altro.

The Poiesis, Chronos, Kairos (…), ossia funzioni per trasmettere conoscenze innate da sempre inscritte nell’essere umano.

Gli aforismi complessi che formano le canzoni autopoietiche richiedono concentrazione-meditazione, per renderli innatamente semplici!

Quando ∑ophy mi chiese di musicare questi testi, li lessi e da un lato mi identificai nei contenuti delle canzoni che corrispondevano ai tratti salienti del mio percorso formativo in Sigmasofia; dall’altro, sentii profondo disagio, in quanto, mi sembrava inizialmente impossibile trasformare quei testi così asimmetricamente complessi in canto armonico. Provando e riprovando, sentii che stava emergendo un cantato che richiedeva rilassamento, concentrazione-meditazione dinamica: il modo più congeniale per vivere The Poiesis. Cantando le canzoni autopoietiche nel modo indicato, quotidianamente, come un mantra, per anni, ho scoperto maggiormente che cosa sia l’immediata disidentificazione da altri stati Io-somatici, anche distonici. In tal senso, per me, The Poiesis è remissione di discrasie, è autorigenerazione che può condurre a forme di beatitudine, di estasi. Dopo aver cantato, provo le medesime sensazioni vissute durante una meditazione profonda, disteso al suolo. I convenzionali riferimenti spazio-temporali vanno in remissione ed ho la sensazione di essere sospeso in un’atmosfera densa, percepisco ciò che mi circonda con una estensione differente, resto lucidamente ipnotizzato dal silenzio-suono che ne scaturisce.

L’Opera The Poiesis è parte della mia linea del destino, del mio orientamento esistenziale fondamentale. Oggi posso iniziare ad affermare di essere più libero perché ho imparato ad aprirmi all’essenza pur riconoscendo la mia enantiodromica storia esistenziale, vissuta fino ad ora.

Non sono un cantante, ma un Maieuta-cantante, divulgo messaggi olistico-autopoietici.

In conclusione, la mia intenzionalità fondamentale impressa nell’opera è rappresentata da uno dei concetti chiave contenuto nella canzone Chronos:

 

Storia di morta dimenticanza,

di futuro non nato

d’immensurabile presente

Azione di memorie future”

(cit. Nello Mangiameli - brano Chronos).

 

 

 

 SINTESI

Chronos nasce a Napoli il 30 giugno 1975. All’età di 11 anni inizia a scrivere poesie e a 13 anni a recitare in compagnie di teatro amatoriale. A 19 anni decide di seguire la I.S.U. (International Sigmasophy University) fondata da Nello Mangiameli conseguendo il Diploma quale Maieuta di Sigmasofia Io-somatica indirizzo Artistico -∑igma-art-. Grazie ai viaggi in Italia e all’estero, conosce numerosi artisti che gli indicano altre tecniche basilari per accedere al mondo della musica, del teatro e delle arti circensi che integra alla -∑IGMA-ART- e che utilizza in prevalenza a favore di soggetti socialmente svantaggiati e diversamente abili. Da 20 anni opera in ambito socio-educativo, artistico, culturale in tutta Italia, sia in termini professionali, sia di volontariato sociale realizzando progetti ed eventi con finalità di integrazione sociale di minori in situazioni di disagio (scugnizzi napoletani) e di persone diversamente abili. Opera a Napoli (Scampia, Quartieri spagnoli, e Castel Volturno). Ha pubblicato il libro “Sigma-Art” (La Caravella Editrice), scelto alla Giornata Mondiale del Libro, presentato al Salone internazionale del Libro di Torino 2013, recensito dal critico letterario Dott. Gaspare Agnello, intimo amico e collega del famoso scrittore Sciascia e dalla rivista scientifica dell’Istituto Nazionale di Studi Sociali. Dal Libro e dalle attività Sigma-Art si sono ispirati l’evento “Castel Volturno-Africa” (con il patrocinio morale di Unicef Campania) e la Mostra fotografica Vite Autopoietiche realizzata dalla fotografa ed antropologa Flaviana Frascogna ed esposta al PAN - Museo delle Arti di Napoli. Dal Libro Sigma-Art è stato realizzato il cortometraggio “Ontos” con l’attore Espedito Petacca vincitore di tre premi internazionali (Miglior Cortometraggio e Miglior Attore al Festival Internazionale Cinema Patologico e Miglior Attore al Festival Internazionale Artelesia Film Festival 2013). Ontos è stato rappresentato alla Giornata Mondiale dei Diritti dell’Infanzia Unicef, alla Giornata Unicef per i Bambini della Siria e alla Giornata Europea del Patrimonio 2013 presso il sito archeologico Sibilla Cumana.

Chronos introduce, in accordo con il Maestro Peppe Barra, per la prima volta nell'Opera seicentesca La Cantata dei pastori (regia di Peppe Barra), strumenti led e visual con proiezioni di fiamme virtuali. 


OPERE REALIZZATE E PREMI

Ha pubblicato il libro ∑IGMA-ART (La Caravella Editrice), scelto alla Giornata Mondiale del Libro, presentato al Salone internazionale del Libro di Torino 2013, recensito dal critico letterario Dott. Gaspare Agnello, intimo amico e collega del famoso scrittore Sciascia e dalla rivista scientifica dell’Istituto Nazionale di Studi Sociali. Dal Libro e dalle attività Sigma-Art si sono ispirati l’evento “CastelVolturno-Africa “ (con il patrocinio morale di Unicef Campania) e la Mostra fotografica Vite Autopoietiche realizzata dalla fotografa ed antropologa Flaviana Frascogna ed esposta al PAN - Museo delle Arti di Napoli. Dal Libro Sigma-Art è stato realizzato il cortometraggio “Ontos” con l’attore Espedito Petacca vincitore di tre premi internazionali (Miglior Cortometraggio e Miglior Attore al Festival Internazionale Cinema Patologico e Miglior Attore al Festival Internazionale Artelesia Film Festival 2013). Ontos è stato rappresentato alla Giornata Mondiale dei Diritti dell’Infanzia Unicef, alla Giornata Unicef per i Bambini della Siria e alla Giornata Europea del Patrimonio 2013 presso il sito archeologico Sibilla Cumana.

Ha pubblicato l'e-book STRATEGIE ARTISTICHE D'INTEGRAZIONE SOCIALE con StreeetLib. Dall'e-book è stato realizzato il cortometraggio A-THANATOS.




RICONOSCIMENTI

Testimonial Unicef Regione Campania, Presidente onorario A.I.M.A. C.I.V.E. (corpo internazionale di vigilanza ecozoofila)


DICONO DI ME E DEL MIO IMPEGNO NEL SOCIALE

ALCUNE RECENSIONI


RECENSIONE DEL CRITICO LETTERARIO GASPARE AGNELLO

E’ arrivato sulla nostra scrivania uno strano libro di A. F. “SIGMAART” edito dalla casa editrice ‘La caravella’. Libro strano perché non è un romanzo, né un libro di racconti o di poesie, ma un trattato su una nuova scienza o su una nuova religione. Alessandro, sotto la guida di Nello Mangiameli, si dedica agli emarginati, ai diversamenti abili, ai bambini ammalati, ai carcerati, agli extra comunitari che vivono nei centri di accoglienza e lo fa con l’arte.

L’arte di Nello Mangiameli e di A. F., è la Sigma-A. che vuole essere una forma di arte- conoscenza che si basa su l’AUTOPOIETICA che indica ‘la facoltà creativa, di creazione continua, presente nell’'io- psiche, che può manifestarsi in ogni azione’.

In termini più semplici i due inventori di questa scienza diventano attori, giullari, giocolieri e, attraverso la gelontologia, o meglio l’autoironia, cercano di far vivere ai loro spettatori-Diversi- momenti di gioia e di condivisione.

Quindi attraverso un gioco libero, spontaneo i due artisti riescono a esibirsi anche in reparti di oncologia pediatrica, riuscendo a strappare un sorriso a bambini che non avrebbero tanta voglia di divertirsi.

La terminologia usata in questa scienza e, quindi, dal nostro autore può anche disorientare, però a un’attenta lettura del libro ci si accorge che ci troviamo dinanzi a un progetto nobile e di grande impegno artistico e culturale.

La pratica auto poietica impone una profonda dedizione perché l’attore non deve recitare una parte assegnataglia, ma deve entrare interamente nel mondo dello spettatore, per coinvolgerlo totalmente e farlo diventare attore protagonista dello spettacolo.

E’ l’arte del giullare, del pagliaccio del circo, l’arte della musica e del suono che ammalia i serpenti e risveglia i morti.

E la tecnica della gelontologia ovvero del riso assume importanza primaria. Insomma l’attore, attraverso l’arte, il suo spogliarsi e l’entrare nel mondo di persone particolarmente svantaggiate, svolge una grande azione sociale di riabilitazione, di educazione, di terapia del dolore e della sofferenza.

E’ difficile spiegare le tecniche illustrate da A. F. e spiegare il senso della Sigma-A.: per capire il libro bisogna leggerlo interamente ed essere predisposti al bene, al donarsi, alla SPERANZA di cui parla Papa Francesco.

Si leggono romanzi, storie, ma è bello, ogni tanto, entrare in mondi diversi che sembra non ci appartengano ma che invece fanno parte di questo mondo molto spesso malato e che ha bisogno di sorridere e di sperare.

FONTE:

http://www.gaspareagnello.it/2013/03/sigmaart-di-a...

RECENSIONE DEL DIRETTORE EDITORIALE VINCENZO PERFETTO

“S. A.” di A. F. è un diario, ma chiamarlo solo così è estremamente riduttivo. In realtà è un vero e proprio percorso interiore ed esteriore di una persona, l'autore, che ricerca nell'ambito della Sigmasofia (una corrente di pensiero olistico e autopoietico), in particolar modo nell'ambito dell'arte, l'equilibrio in tutte le sue forme.

Alessandro, in quello che chiamerò “diario di viaggio” cioè “Sigma-Art” mette a nudo le sue paure, resistenze e sofferenze; lo fa con una tale semplicità e tranquillità di espressione, che è impossibile non notare l'incredibile lavoro “autopoietico” fatto su se stesso, frutto indubbio del percorso di vita di studio e di sperimentazione della Sigma-Art.

All'interno del lavoro di A.F. sono riportate storie ed esperienze di vita e di “morte” dell'autore, esperienze che hanno accresciuto le sue conoscenze. Fallimenti e vittorie sono raccontate con incredibile tranquillità tanto da indicare al lettore che hanno suscitato lo stesso stato d'animo dell'autore.

Chi si appresta alla lettura di “S. A.”, dopo una abbondante ma necessaria prefazione di Nello Mangiameli, fondatore della “Sigmasofia Io-somato-autopoietica”, si è travolti in una miriade di esperienze anche traumatiche che, tuttavia, rendono il lettore tranquillo, tendendo a rilassarlo. Questo stato d'animo è forse innescato dal racconto dell'opera umanitaria svolta all'interno degli ospedali dai Giullari Autopoietici che, entrati in contatto con casi importanti, superando i loro timori e paure interiori, hanno riportato qualche sorriso ai bambini ricoverati.

La post-fazione di della Dott.ssa Dini Ciacci, presidente del Comitato UNICEF Campania dice che è un diario “che va letto due volte” per intendere la vera essenza del “diario di viaggio di A. F.; ha ragione, alcuni passaggi ed alcuni racconti vanno riletti per scoprire ad ogni lettura sfaccettature diverse.

E' sicuramente un libro da avere nella biblioteca personale.

Vincenzo Perfetto (Direttore Editoriale del magazine carta & web Punto)

Fonte:

www.puntomagazine.it

RECENSIONE DI LINA LA PERNA

(Educatrice e Responsabile dell' ASSOCIAZIONE OHANA )

Tra le mani, S. A., una copertina che strappa un sorriso di commozione e già ti fa amare questo libro. Un bambino che punta un siringone giocattolo verso un giullare, un gesto giocoso che esorcizza il suo vissuto quotidiano in ospedale, dove scompare l’identità del singolo e si diventa numeri legati a terapie. Punta il siringone verso un giullare autopoietico, A. F., che restituisce attraverso il gioco umoristico quel senso di umanità e di rispetto alla persona spesso congelate nei reparti ospedalieri pediatrici.

Sfogliamo il libro, con la curiosità di capire, di conoscere, di leggere l’anima dei protagonisti e ci sentiamo travolti nel diario di viaggio di uno straordinario artista che fa dell’arte una missione sociale.

Sigma art racconta con umiltà la difficile maturazione interiore dell’autore, nel suo percorso di studio nelle terre della Sigmasofia, fermento filosofico di coscienza creativa, e attraverso le strade del mondo, pieno di luce, di turbamenti e contraddizioni di chi ha il coraggio di cercarsi, osservarsi, osare e donarsi. E’ anche la storia di un giovane maestro che non smette mai di essere allievo davanti alla signora Vita con occhi grandi e curiosi.

L’arte che è vocazione, passione, missione, con lo studio e la sperimentazione della S. A., moderna forma di autocoscienza, viene utilizzata come strumento educativo. Strumento che non riduce l’azione ad una mera tecnica, ma che va a crearsi ogni volta nutrendosi di vita, di emozioni, di vissuti, immergendosi completamente nelle atmosfere e riflettendo l’essenza di sé, donandola al prossimo. Suggestive le pagine delle esperienze con i bambini in ospedale, i racconti degli scugnizzi e dei diversamente abili con i quali l’autore cresce e impara, seminando nei loro cuori i fiori dell’autorealizzazione.

A. F., riesce nel raccontare la sua esperienza a far maturare nel lettore una promessa troppo luminosa per sprecarla. Promessa che va accolta e rilanciata, che riguarda il diritto all’educazione e la partecipazione attiva dell’educante che, spinto da una vocazione interiore, da una predisposizione naturale al donarsi, a credere nel potere del cambiamento, ricercando sempre causa effetto delle proprie azioni, tenga per mano i bambini, i ragazzi, gli adulti e li accompagni con empatia, lavorando su se stessi con passione, con ricerca, con studio ma soprattutto con l’anima. La sua anima è quella di un giullare, ma autopoietico, e con questo libro scopriamo che ciò fa la differenza.

RECENSIONE DI DOTT.SSA ROSARIA BRANCACCIO

(campionessa mondiale di nuoto paraolimpico)

"La vita è un transfinito palcoscenico, su cui, attraverso la S. A., donandosi con il cuore tra le mani, è possibile superare ogni forma di emarginazione sociale." Questo, il pensiero di A. F. autore del libro dal titolo "SIGMAART" che narra un percorso di ricerca interiore iniziato dall'autore circa 20 anni fa grazie al suo ingresso nell'associazione sigmasofia, dove attualmente riveste il ruolo di direttore artistico del settore S. A.. L'associazione, che si occupa di varie tematiche, pone la sua attenzione soprattutto sui problemi legati all'integrazione nel sociale di ragazzi diversamente abili e di scugnizzi. L'arte giullaresca, alla base della sua esperienza in S. A., rappresenta per A. F., l'espressione più interna propria del teatro autopoietico del quale è fautore, utilizzato quest'ultimo come mezzo per portare l'individuo alla conoscenza di se stesso. Ed ecco che l' arte diviene anche uno strumento di anti-emarginazione sociale. Sono tanti i motivi per cui secondo me, questo "diario di viaggio interiore" va letto, in particolare fa capire come attraverso il duro lavoro e soprattutto la forza di volontà si possano superare certi limiti e andare "oltre". Ve ne sono tanti altri ma non starò qui ad elencarli altrimenti perdereste il gusto della sorpresa. Per concludere, posso affermare che questo libro rappresenta un messaggio di speranza, quasi un riscatto sociale per tutti coloro che non vogliono e non possono permettersi di perderla. Rosaria Brancaccio.